
Com’è cambiato il Natale per la nuova generazione di bambini
Siamo prossimi al Natale, la festa che viene e ci riporta alla nostra infanzia. Tutti noi siamo stati bambini estatici che si sono lasciati rapire dalle luci, i colori, i sapori e gli odori del Natale. Celebrare ogni anno questa festività ci riporta nuovamente, con un bel bagaglio di nostalgia, a quella dimensione di gioia ed entusiasmo che ormai pare tanto lontana. Il ponte più immediato di cui disponiamo per ricongiungerci con la sfera natalizia, sono sicuramente i bambini. Interrogando i piccoli che frequentano l’oratorio di San Marco, ho provato a comprendere il punto di vista della nuova generazione sul tema. L’obiettivo è scoprire il modo in cui i monelli di oggi vivono il Natale.
Per quelli che come me sono cresciuti con Favij, i Mates e le challenge del periodo d’oro di youtube italia, vi avviso: Potrebbe prendervi un colpo di fronte al cambiamento che è maturato nell’arco di dieci anni.
Il primo step per prepararsi al Natale è, come sempre, scrivere la letterina. No, niente macchine o bambole. I bambini oggi vanno sul pesante. Babbo Natale dovrà indebitarsi per recapitare tutti gli iPhone richiesti.
C’è chi si mantiene sul leggero come Domenico, 6 anni, che desidera di sfrecciare su una bicicletta elettrica. E chi invece come Annamaria, 10 anni, aspetta un sostanzioso buono da Sephora “di almeno €500”.
Fa strano vedere bimbi così piccoli giocare a fare i grandi, desiderando cose che, alla loro età, forse non servono. Ma non dobbiamo lasciarci impressionare.
I bambini saranno sempre bambini e la luce di entusiasmo che si accende nei loro occhi, rimane.
Dobbiamo però tenere aperta una riflessione su quanto il lato materialistico del Natale possa influire sulla fantasia dei piccoli, contaminando l’aspetto più spontaneo e ingenuo dell’infanzia.
Articolo a cura di Maria De Magistris

Fotografia a cura di Maria De Magistris
