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I desideri dei bambini sono cambiati

Siamo tutti in attesa del periodo più odiato e amato allo stesso tempo: il Natale. C’è però chi aspetta il natale più di chiunque altro. E di chi sto parlando se non dei bambini? Sono proprio loro a ricordarci che tra pochi giorni in ogni casa sotto ogni albero ci sarà ciò che più desideriamo.

 

Sono loro a ricordarcelo perché sono proprio i bambini a crederci più di tutti. Perché noi adulti e adolescenti mica aspettiamo il 24 dicembre per scrivere la tanto attesa “letterina di natale”.

È ormai una tradizione che non ci appartiene più ma che per fortuna risiede ancora nei cuori dei più piccoli. La differenza però non è soltanto questa.

 

Tornando indietro e leggendo le letterine che i nostri genitori hanno conservato dopo aver comprato i nostri regali noteremo che sì, i desideri erano sempre gli stessi. Bambole, costruzioni, giochi da tavolo, pattini a rotelle, peluche e tanti altri giocattoli. In alcune potremo anche leggere di volere la pace nel mondo o la felicità per la nostra famiglia.

E poi c’era il ritorno a scuola, il momento migliore per sfoggiare ai nostri compagni tutti i regali ricevuti. Tra una lezione e l’altra si sentiva un bisbiglio di voci, tutte intente a raccontare al proprio amico i nuovi giochi da provare insieme. Eravamo proprio felici nel sapere che avremmo passato tutto il pomeriggio a giocare con ciò che aspettavamo da mesi, con quel giocattolo che finalmente dopo averlo visto in vetrina e desiderato era tra le nostre mani.

 

Le cose oggi non sono cambiate, i bambini scrivono la letterina, ricevono i regali e tornati a scuola entusiasti ne parlano con i loro compagni.

Ma in quel bisbiglio di voci, sentiamo provenire dai bambini ben altre parole. Non è più la bambola, i lego, la pista di macchinine ma è il tablet, il nuovo iPhone, le scarpe più costose e la maglia di quella marca famosissima.

 

Ma cosa si può pretendere da un bambino che ormai conosce solo questo tipo di realtà? La nostra società è cambiata così come anche i desideri dei bambini che si adattano a ciò che il mondo in cui sono avvolti offre. Avere il telefono come unica fonte di divertimento li porterà inevitabilmente a desiderare di passare il pomeriggio con un suo amico guardando un video su YouTube, piuttosto che giocando con bambole o con qualsiasi altro tipo di giocattolo.

 

Dare la colpa ai bambini equivale a non ammettere che con il tempo le cose cambiano, forse anche in peggio ma non si può pretendere di restare ancorati nel passato.

 

Il nostro augurio è soltanto quello di sperare che tra il bisbiglio di voci si possa ascoltare la gioia nel passare semplicemente del tempo insieme e non la gioia nell’avere l’iPhone di ultima generazione.

Articolo a cura di Emanuela Scatozza

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Immagine a cura di Simona Gasparotti

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