top of page
NZ.png

Attenzione a dove babbo natale compra i regali (Aziende sioniste ecc)

Si sa, con l'arrivo del Natale è inevitabile l'aumento vertiginoso dei soldi spesi in regali e in cibo. Noi non lo sappiamo, ma con questo semplice gesto potremmo star finanziando Israele e, indirettamente, il genocidio del popolo palestinese.

Se ogni tanto ci prendessimo la briga di leggere le etichette oppure cercare gli investitori di una data azienda, scopriremmo che molte sono associate allo stato israeliano.


Per esempio, marchi come Timberland, Calvin Klein, L'Oréal e
Levis investono soldi nella creazione di sedi aziendali nei territori palestinesi occupati. Ad onor del vero, il presidente di Timberland, Jeffrey Swartz, è un membro attivo della lobby sioniste negli Stati Uniti e incoraggia la Comunità ebraica americana a trasferirsi in Israele e i soldati israeliani a dirigere la propaganda pro-israeliana negli USA.


L'Oréal ha anche investito milioni creando un'unità di produzione a Migdal Haemeck,città israeliana, a tal punto che il congresso ebreo americano ha espresso la sua soddisfazione nel vedere L'Oréal "diventare un amico caloroso dello Stato di Israele".

Possiamo trovare anche amici di Israele anche nell'ambito alimentare, come McDonald's, Nestlè, il gruppo PepsiCo e
Starbucks.

McDonald's ha fatto generose donazioni all'esercito di Israele. La filiale di McDonalds israeliana ha dichiarato di aver regalato
100mlla pasti all'esercito.
Nestle possiede il 50,1% dei capitali della catena alimentare Osem israeliana (oltre che a sfruttare i lavoratori africani, sarà un vizio evidentemente).

La PepsiCo fornisce aiuto finanziario all'esercito.
E per concludere in bellezza, Starbucks organizza addirittura raccolte fondi per l' "unica democrazia del medio oriente".

 

Come abbiamo potuto vedere, è molto facile incappare in marchi che finanziano e sostengono la pulizia etnica che i Palestinesi stanno subendo. Anche noi, quindi, possiamo fare la nostra parte per aiutare chi in questo momento sta soffrendo, boicottando le aziende che forniscono soldi e armi.

Articolo a cura di Raffaella Spinuso

WhatsApp Image 2024-12-19 at 22.08.11 (1).jpeg

Fotografia a cura di Francesca Santin

bottom of page