
(non) si cambia
È possibile cambiare sé stessi, e quindi migliorarsi? Non credo. Possiamo cambiare gli aspetti più superficiali di noi, ma la nostra vera natura, seppur soffocata, troverà sempre un modo per risalire a galla. Al massimo, possiamo imparare dai nostri errori. Estrarne addirittura preziose lezioni. Ma l’abbandono della propria indole è difficile, quasi impossibile. Possiamo analizzare e correggere le nostre cattive abitudini, una alla volta. Guardandoci allo specchio nei momenti più difficili, però, vedremo solo un accumulo di difetti ed errori che ci appartengono. Le nostre vite si articolano di un susseguirsi continuo di macro e micro cambiamenti, che possono stravolgerci, rinnovarci, migliorarci, o quantomeno illuderci che sia possibile farlo. Si tratta di scelte ed esperienze che ci plasmano, ma che non saranno mai in grado di alterare il nucleo più profondo di ciò che siamo.
"Bisogna cambiare tutto perché non cambi niente". È come se dovessimo convincerci che le cose possano effettivamente migliorare, evolversi. Tuttavia, la nostra essenza, la nostra anima - se vogliamo esagerare – restano integre.
Cambiare direzione, adottare nuove abitudini, correggere i nostri errori è possibile. Dovrebbe essere anzi un lavoro quotidiano. Quanti cereali, sigarette, penne, abbiamo cambiato? Con il passare del tempo impariamo a mostrare agli altri il lato migliore di noi stessi. Però non c’è niente da fare, il cambiamento radicale, il cambiamento ultimo, è oltre la nostra portata.
La redenzione personale, la spasmodica ricerca del miglioramento, la voglia di imparare dai propri errori, dalle batoste, sono le chiavi per affrontare la vita. Ci illudono che qualcosa possa cambiare, che noi possiamo cambiare. Ma anche l’illusione è fondamentale, perché altrimenti che scopo avrebbe cercare di evolversi se già sappiamo che tanto non possiamo migliorare proprio niente? A quel punto non sentiremmo il bisogno di nascondere i nostri difetti, o di comprendere quelli degli altri, e finiremmo per vivere continuamente in conflitto con il prossimo.
Alla fine, siamo un mosaico complesso di esperienze. La vera crescita può emergere soltanto attraverso la consapevolezza e l'accettazione di chi siamo per davvero. Tanto, come direbbe mia nonna, avuot e gir stamm semp llà.
Articolo a cura di Maria De Magistris

Illustrazione a cura di Angela Ligato
