
Cosa resta di New York
“New York, concrete jungle where dreams are made of.” Siamo ancora in pullman, e dopo un'infinita attesa in aeroporto, parte questa canzone quando finalmente vediamo le luci dei grattacieli avvicinarsi. È tutto vero: siamo a New York. Sembra un sogno vivido, eppure sono lì, con le mie amiche.
Partecipare al MUNER è stata un'opportunità incredibile. La possibilità di vivere una settimana nella città che non dorme mai, rappresentando un paese che probabilmente non avevamo mai sentito nominare in una simulazione delle Nazioni Unite, è stata un’esperienza che non dimenticherò mai.
Per me, questa avventura è stata molto più di un semplice viaggio. È stata una grande occasione per imparare e, soprattutto, per crescere insieme al gruppo. "Ci siamo sostenute a vicenda" – è una frase che sento spesso quando ripenso a quei giorni. Non eravamo solo compagne di viaggio, ma una vera squadra. Affrontare insieme le sfide e confrontarci con persone provenienti da tutto il mondo ci ha spinto a dare il massimo.
Per Martina, Maria Teresa, Francesca, Carla, Antonella, Federica e tutte noi, l'amicizia è stata fondamentale. Avere qualcuno al proprio fianco nei momenti più difficili è stato cruciale. Come durante i litigi scoppiati in commissione per gli americani un po' troppo presuntuosi (Willy, non dimentico!), o quando Federica ha perso la valigia (Fede perdonami se ti ho rinfrescato il trauma). "In un ambiente così impegnativo, essere circondata da persone che ti supportano è stato essenziale", mi ha detto Maria Teresa. È stato proprio questo spirito di condivisione che ci ha permesso di superare le difficoltà. Non solo abbiamo imparato dai dibattiti, ma anche dal modo in cui ci siamo ascoltate e aiutate a vicenda.
Oltre ai legami forti che abbiamo stretto tra di noi, quella settimana ci ha dato anche la possibilità di fare nuove amicizie con ragazzi provenienti da ogni angolo del mondo. Abbiamo condiviso risate, discussioni e momenti di crescita con persone che, nonostante le differenze culturali, si sono rivelate simili nei loro sogni e nelle loro passioni. Questo ci ha permesso di stringere nuove amicizie fondate sulla condivisione di ricordi indelebili.
Quella settimana a New York ci ha insegnato che, alla fine, il vero valore dell’esperienza non è stato solo nel rappresentare un paese, ma soprattutto nella forza dell’amicizia. Il nostro legame ci ha permesso di lavorare insieme con passione e determinazione, sostenendoci anche nei momenti più difficili. Ci siamo asciugate le lacrime, un po’ commosse e un po’ disperate. Abbiamo giocato, ci siamo prese in giro, e ancora cantato e ballato insieme. New York è stata soprattutto questo: un’esperienza di condivisione che ci ha formato sotto tutti i punti di vista.
Articolo a cura di Maria De Magistris

Immagine di repetrorio
