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What If: Se tutta la vita fosse digitalizzata
La società perfetta non esiste e probabilmente non esisterà mai. Vi sfido a trovare un posto nel mondo in cui ogni cosa funzioni a gonfie vele, in cui non si scatenino mai lamentele o polemiche, in cui ogni cosa sia irreprensibile. Ciò che aiuta a perfezionare passo passo la nostra società è soltanto l'evoluzione, la scoperta di cose nuove, invenzioni all'avanguardia, il campo scientifico e tecnologico che si estendono sempre di più… Ma se tutto fosse già all'avanguardia? Se il bisogno di evolverci ormai, non esistesse più? Adesso ve lo dico io cosa accadrà: la tecnologia avrà la meglio, prenderà il sopravvento sulle nostre vite e nulla sarà più come prima.
La giornata tipo di un abitante medio di questa nuova e innovativa società inizierebbe innanzitutto con una sveglia, magari implementata nel nostro cervello, come un microchip, capace di salvarci dal cosiddetto "risveglio traumatico".
Poi direttamente in cucina e poi in bagno. Troppo veloce? Beh, pensate che siamo anni e anni avanti, esisteranno sicuramente macchinari in grado di prepararci la colazione, il caffè, che possano addirittura lavarci e vestirci per ottimizzare i tempi. A questo punto una domanda mi sorge spontanea: in un mondo del genere, in cui la realtà virtuale è alla base di tutto, il lavoro è ancora utile? Se per compiere ogni azione, anche la più effimera, esiste una macchina, l'uomo ha ancora qualcosa da fare? Diventerebbe soltanto una vittima del sistema, uno schiavo della pigrizia, la mente umana cadrebbe nella monotonia più assoluta. Non ci sarebbe più nulla da scoprire, inventare, creare e nessuno sarebbe riconosciuto per ciò che fa.
Probabilmente le novità più significative arriverebbero nel campo della medicina: protesi meccaniche che si adattano perfettamente alla parte del corpo amputata, nuovi medicinali miracolosi o addirittura niente più malattie ed epidemie. Tuttavia abbiamo davvero bisogno di questo mondo futuristico fatto di automobili volanti, braccia digitali e magari computer che digitano sulla tastiera solo col nostro pensiero? Vorrei soffermarmi su una frase del famoso astrofisico Stephen Hawking ovvero: “L’intelligenza artificiale potrebbe sviluppare una volontà tutta sua, l’ascesa dell’IA potrebbe essere la cosa peggiore o la cosa migliore che può accadere per l’umanità”. La tecnologia infatti può e deve collaborare con l'uomo, non sostituirlo. Deve essere l'uomo ad intervenire in situazioni che richiedono una certa sensibilità, o meglio, un cervello.
Non possono essere delle macchine a definire le nostre sorti. É vero, i film di fantascienza sono molto avvincenti ma siamo davvero disposti a spingerci così oltre, anche a costo di perdere la nostra umanità, soltanto per seguire il processo dell'evoluzione?
Articolo a cura di Chiara di Francesco

Illustrazione a cura di Veronica Treno
