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Quel caffé nella bottega Ferrigno

Tempo di lettura: 2,72 min

San Gregorio Armeno è uno dei posti più visitati di Napoli nel periodo natalizio, gente da tutto il mondo viene qui solo per vedere le goliardiche statuine di personaggi famosi o per ammirare le vere e proprie opere d’arte che sono i presepi realizzati nelle botteghe di quella magica via. Allora, noi del Levi’s Voice abbiamo deciso di indagare un po’ più a fondo e addentrarci in una Napoli antica di cui oggi si parla poco.


La nostra indagine non poteva far altro che iniziare proprio lì: in quel vicolo del Centro Storico chiamato San Gregorio Armeno. Ho girato per le botteghe finché non sono arrivata ad una in particolare, quella di Marco Ferrigno.

 
La parte superiore della bottega era magnifica, non so cosa mi aspettassi, ma quando l’ho vista con i miei occhi sono rimasta senza parole. Statue e presepi tanto realistici da sembrare veri, ogni personaggio ritratto con un volto unico e particolare; dipinti e fotografie ritraenti personaggi famosi e il signor Ferrigno adornavano le pareti, mi sembrava quasi di ritrovarmi in un film.


Dopo qualche minuto di attesa, il signor Ferrigno mi raggiunge, portandomi in una parte della bottega forse ancora più suggestiva, ovvero il luogo dove vengono realizzate le statue. Esordisco, quindi, porgendogli la prima domanda: «Da quanto tempo fai questo lavoro?» Subito risponde, spiegandomi che sin da piccolo bazzicava nella bottega di suo padre, curioso e interessato alla sua arte. Ci tiene poi a sottolineare che non gli piace definire ciò che fa come un lavoro, ma come una passione: «Io dico sempre che non lavoro, ma porto avanti la passione di famiglia.» 
«Quindi questa è una tradizione che si tramanda in famiglia?»


«Di padre in figlio, sì. Io sono la quarta generazione, il primo è stato il mio trisavolo Carmine e dopo di lui mio nonno Salvatore, mio padre Giuseppe, io e spero che mio figlio Giuseppe possa portare avanti la tradizione.» Si parla quindi di una tradizione coltivata da quasi più di un secolo, una passione per l’arte tramandata nel corso dei decenni e mai spenta.


Domando poi al signor Ferrigno se la formazione l’abbia ricevuta da suo padre, al ché mi spiega che: «La formazione non viene data, la formazione avviene negli anni. Se tu tutti i giorni vieni qui dentro e vedi tuo padre che fa questo dalla mattina alla sera, ti viene la curiosità di iniziare, anche un po’ per gioco. Poi ti piace, tuo padre ti fa le prime correzioni… insomma, impari qui dentro.»
Passo ad una domanda più pratica: «Quanto ci metti a realizzare una statua?»


«Dipende dalla statua, dipende da tanti fattori… ti faccio un esempio: una Madonna può richiedere tre giorni, per un re magio ce ne vogliono sei; per un Maradona piccolino ce ne può volere uno e mezzo.» Termina indicando delle statuette in fase di lavorazione. 
Gli porgo infine l’ultimo quesito, uno che credo ci siamo posti un po’ tutti pensando a San Gregorio Armeno: «Durante tutto l’anno ci sono turisti a visitare questo luogo?»


«Ormai questa stradina è diventata famosissima, ha travalicato i confini nazionali. Tranne durante la pandemia, i turisti ci sono sempre, sono ritornati, perché Napoli ha un appeal notevole per la cultura, l’architettura e anche per l’accoglienza.» E proprio in accoglienza la bottega del signor Ferrigno si è superata, mettendomi subito a mio agio e offrendomi non solo un fantastico caffè, ma regalandomi anche un bellissimo “curniciello”. 
Non sapevo bene cosa aspettarmi riguardo questa piccola indagine, ma sono più che soddisfatta delle mie scoperte. Un grande grazie a Marco Ferrigno, che è stato tanto gentile da concedermi quest’intervista. 

Articolo a cura di Benedetta Santagata

Instagram Post by @bottegaferrigno

Fotografia a cura di Benedetta Santagata

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