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Storytime: La voce rivoluzionaria francese - Prof Claudine

Ho avuto il piacere di parlare con la professoressa Claudine Hundsbuchler, madrelingua
francese proveniente da Strasburgo, che mi ha spiegato per bene qual è la situazione attuale in Francia.


Innanzitutto, ho scavato un po' nel passato della professoressa e su come è arrivata a diventare tale.

Lei mi ha confessato che in realtà ha sempre voluto lavorare come traduttrice in Italia e non come insegnante.
Tuttavia è riuscita a vincere il concorso "Capes" per l'insegnamento ed ecco come è arrivata nel nostro liceo.


Poi però mi sono chiesta, perché proprio in Italia?
La sua risposta è stata eloquente: la professoressa Claudine si è innamorata tempo fa dell'Italia e della nostra cultura e quindi, non appena si è presentata l'occasione, si è subito trasferita qui.
Mi ha detto addirittura che il Sud Italia le ricorda la Francia a 360 gradi!
Chiaramente, prima di arrivare qui, la professoressa aveva già lavorato in Francia,precisamente all'Università di Marsiglia come insegnante di italiano.


Mi ha raccontato che lì vige un regime di assoluta perfezione, in cui ogni cosa è curata a
puntino. A partire dalle lezioni scolastiche, dove ogni cosa è schematizzata con una precisione impeccabile.
"Durante il mio tirocinio sono stata seguita da un ispettore che cronometrava le mie lezioni",
dice la professoressa ed io non oso immaginare l'ansia di lavorare in queste condizioni.


Come abbiamo già detto, in Francia ci tengono particolarmente ad apparire come una società irreprensibile, modello di democrazia, ottime istituzioni e un sistema sanitario assolutamente efficiente.

Tuttavia tutto questo sta pian piano svanendo.
Si pensa che la protesta sia generata a causa della "riforma delle pensioni" (la legge vuole mandare i lavoratori in pensione a 64 anni, invece che a 62) ma in realtà, dice la professoressa, "questa è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso".


La popolazione si lamenta del fatto che la Francia da tempo ha smesso di produrre i suoi medicinali.
Molti professori stanno dando le dimissioni poiché anche il sistema scolastico sta venendo meno.
L'inflazione aumenta sempre di più e la situazione economica dopo la pandemia è alquanto disastrosa.
Le persone che svolgono lavori umili non riescono più ad arrivare a fine mese e non
riescono nemmeno a vivere con quel poco che guadagnano a causa delle tasse.

Insomma, è chiaro che la situazione attuale in Francia non è delle migliori e ho chiesto alla professoressa quale fosse il suo punto di vista.


"I francesi fanno bene a protestare. Qui a Napoli abbiamo imparato "l'arte dell'arrangiarsi".
Ma cosa intende con "arte dell'arrangiarsi"?

"A Napoli ci arrangiamo, ci sono molte difficoltà economiche e le persone hanno imparato ad
inventarsi dei lavori come il parcheggiatore abusivo oppure colui che vende le sigarette di contrabbando".
Questo fenomeno in Francia sarebbe assolutamente impossibile.
La verità è che ormai ci siamo abituati a vivere in queste condizioni e non facciamo nulla per cambiare le cose.


È questo ciò che la professoressa Claudine mi ha voluto spiegare durante la nostra
conversazione: il grande spirito di rivoluzione che vive nel cuore dei francesi, da cui noi potremmo e dovremmo prendere un po' di ispirazione.


È stata una chiacchierata davvero interessante, la definirei quasi una lezione di civiltà.
Ringrazio moltissimo la professoressa Claudine per la collaborazione e per quello che mi ha insegnato con le sue parole.

Articolo a cura di Chiara Di Francesco

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Immagine di repertorio

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