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Normalizziamo che: I ricordi sono relativi
A tutti è capitato di confrontarsi con qualcuno, magari dopo averci litigato, e di rendersi conto che le versioni dei fatti non coincidono. Nonostante il litigio sia stato vissuto da entrambi, ognuno ne ha un ricordo diverso. In primo luogo potremmo pensare che l’altra persona stia mentendo o che siamo noi quelli a ricordare male. Eppure a volte può succedere che abbiamo entrambi ragione, anche se le storie non coincidono. Questo perché ogni evento viene vissuto da un punto di vista soggettivo. In fondo ognuno dà importanza a ciò che gli conviene.
Analizzando il termine “ricordo”, infatti, possiamo notare come esso non sia altro che un’esperienza o un complesso di vicende del passato, conservate nella coscienza e rievocate dalla mente per mezzo della memoria. Ovviamente, l’intensità del ricordo varia in base alla maggiore o minore partecipazione affettiva. Ecco perché i ricordi sono soggettivi. Però, nell’elaborazione di un ricordo, assume un ruolo fondamentale anche il modo di pensare e di una persona le sue esperienze passate.
Nell’esempio di un litigio, è fondamentale cercare di mettersi nei panni dell’altro e vivere la storia anche dalla sua prospettiva. Purtroppo ciò non è possibile quando, per orgoglio, non ci si pone in discussione. Quindi ignoriamo le ragioni del nostro interlocutore.
Diventa più difficile quando abbiamo a che fare con un gaslighter. Il gaslighting è una tecnica di manipolazione psicologica volta a modificare la nostra percezione della realtà e i nostri ricordi; il gaslighter, invece, è colui che la applica. Questa tecnica utilizza tattiche ben precise e il suo obiettivo è quello di confondere, fino a far perdere la fiducia in noi stessi. In questo modo abbracceremmo la sua visione della realtà. Certamente quest’ultimo è un caso estremo.
Un ricordo oggettivo può emergere soltanto da un confronto maturo fra le parti. Ciò consente di avere una visione più completa della realtà. A volte, una prospettiva diversa ti permette di cogliere particolari o sfumature che prima ignoravi del tutto, magari fino a modificare le tue convinzioni.
Articolo a cura di Maria De Magistris

Illustrazione a cura di Flavia De Rosa
