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Felice consumismo a tutti

Tempo di lettura: 1,39 min

Consumismo

 /con·su·mì·ṣmo/


Atteggiamento volto al soddisfacimento indiscriminato di bisogni non essenziali, alieno da ideali, programmi, propositi, tipico della civiltà dei consumi.


Cosa c’entra questa parola che spesso sentiamo in contesti negativi con una festività tanto gioiosa, quale dovrebbe essere il Natale? Più di quanto possiate immaginare.


Verso la fine di novembre le prime pubblicità iniziano a tingersi di rosso, Babbo Natale fa la sua comparsa negli schermi delle nostre case e la bontà diventa un requisito fondamentale per immergersi appieno nell’aria natalizia. Eppure queste pubblicità che promuovono bontà e calore familiare hanno un solo e unico scopo: incoraggiare l’acquisto compulsivo, senza freni né misure, con il pretesto dei regali e dei saldi.


Il Natale diventa quindi una mossa di marketing, un’occasione da non perdere per promuovere l’idea che più spendi per qualcuno più gli vuoi bene; perché un regalo al di sotto dei 15 euro non vale niente e tu non tieni davvero a qualcuno se spendi cifre inferiori. Allora la civiltà dei consumi è proprio questo: una società basata sull'acquisto di beni superflui che soddisfano dei bisogni indotti dalla pressione della pubblicità e/o da fenomeni d'imitazione sociale. Questa definizione calza a pennello per definire ciò che accade socialmente nel periodo natalizio.


Innumerevoli volte ci siamo ritrovati a fare un regalo “schiattati in corpo” solo perché costretti da norme sociali e, sicuramente, ogni volta nelle settimane prima di dicembre, abbiamo visto i nostri stessi genitori comprare cesti regalo per persone a cui non tenevano minimamente o che addirittura non tolleravano.


Allora, cos’è diventato il Natale? Nient’altro che una trovata di marketing, un’occasione per darsi allo shopping sfrenato, dove i regali hanno ormai perso il loro senso: non più una dimostrazione di affetto basata sull’affetto stesso, ma un obbligo sociale in cui il denaro diventa l’unità di misura.


Vestiti? Scarpe? L’Iphone 30? Cosa può renderci davvero felici?

Articolo a cura di Benedetta Santagata

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Disegno a cura di Francesca Di Marino

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