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New-z: Scontri in Francia

I Francesi sono da sempre un popolo combattivo e coinvolto nelle scelte politiche che li riguardano in prima persona. Tale spirito è venuto fuori anche di recente, quando sono scesi in piazza per protestare contro l’aumento dell’età pensionabile, che da 62 passa a 64 anni. Gli scontri sono partiti da Parigi per poi dilagare inevitabilmente in tutta la Francia, coinvolgendo la polizia che ha duramente represso questi slanci rivoltosi.  

 

Secondo l’Opposizione questa manovra favorirebbe il governo a discapito dei lavoratori che, oltre all’aumento dell’età pensionabile, vedono alzarsi sempre più il costo della vita. 

“Vivere sì, non sopravvivere”: questo è il motto dei protestanti, che continueranno a scuotere il paese fino a quando il Governo non tornerà sui suoi passi. 

“Macron, con questa legge, non potrà più controllare il Paese, non si governa contro il popolo": ha detto Sophie Binet, la neo segretaria del sindacato Cgt. 

 

E invece in Italia? Be’ la situazione è diversa: l’età pensionabile qui è di addirittura 67 anni e al contrario dei francesi, noi non scendiamo in piazza a protestare, ma nelle migliori delle ipotesi ci limitiamo a fare i leoni da tastiera aspettando che qualcun altro combatta al nostro posto.

 

Nel belpaese tutto aumenta (età pensionabile, affitti e costo della vita), tranne che gli stipendi e le pensioni. Non sarebbe il caso di adottare lo spirito combattivo di un tempo e tornare a lottare per i nostri diritti? 

 

Vivere o sopravvivere? 

Articolo a cura di Raffaella Spinuso

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Immagine di repertorio

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