
"Cambia-Menti" - Maddalena Visconti
E poi così ad un tratto della nostra vita arriva quel cambiamento radicale, che scombussola il normale andamento delle nostre attività. Tante sono le volte in cui ci siamo chiesti come si affrontano momenti del genere, in cui ci sembra non avere più il controllo. Abbiamo cercato insieme alla psicologa Maddalena Visconti di dare una risposta a questa nostra domanda. Ci è stata data l’opportunità di incontrarla personalmente e lei ci ha accolti nel suo studio dandoci degli ottimi consigli. In primo luogo le abbiamo chiesto dei suggerimenti per affrontare al meglio un cambiamento. E lei ci ha raccontato di una sua esperienza in quanto psicoterapeuta, parlandoci di un bambino, che segue in terapia, che definisce i suoi genitori come causa del suo essere bullizzato e delle sue sofferenze. Per cambiare e migliorare il suo rapporto con loro la dottoressa ha consigliato al bambino di avere delle nuove tradizioni, come addobbare per le feste natalizie la propria camera con l’aiuto dei suoi genitori, in modo da chiedere attenzioni involontariamente. Attraverso questa storia ci ha quindi consigliato di iniziare da qualcosa che già abbiamo per creare delle nuove tradizioni.
Ma ricominciare non è così semplice e così scontato così come non lo è la difficoltà che abbiamo nell’accettare i cambiamenti. È stata proprio lei a dirci che non c’è un motivo per cui non si riesce a superare un momento difficile, è normale ed è giusto accettare le nostre difficoltà. Siamo esseri umani fatti di emozioni, ci spiega la dottoressa mostrandoci come lo strato più interno del nostro cervello e quindi quello che si forma per prima è l’amigdala, che gestisce le emozioni. Dunque nel bambino si forma prima di tutto l’emotività ed è perciò impossibile non permettere alle nostre emozioni di uscire e sopperire il nostro dolore. Bisogna accettare i momenti in cui abbiamo bisogno di piangere perché solo da questi possiamo rielaborare le nostre emozioni e affrontare al meglio le situazioni difficili.
Non ci riferiamo dunque solo ai cambiamenti ma anche alle difficoltà nel superare una perdita. A tale proposito la dottoressa ci consiglia di stare più tempo possibile con le persone che amiamo, che siano i nostri nonni, genitori o amici, in modo da creare dei ricordi che al momento della perdita faranno alleggerire la nostra sofferenza. Per non vivere quel senso di angoscia e sentirci sopraffatti dal dolore, possiamo infatti creare un legame totalmente nuovo con i ricordi che abbiamo di quella persona e tenerla così sempre presente nelle nostre giornate. È dunque importante non restare ancorati nel passato ma guardare sempre avanti e concentrarci sul nostro presente. Non a caso la nostra psicologa esordisce con ‘’Se camminassimo all’indietro saremmo gamberi’’, una delle sue solite frasi utilizzate durante la terapia per invogliarci a non ruminare, ovvero a non ripensare continuamente alle azioni passate. Eppure è così difficile non pensare alle opportunità che avremmo potuto avere, ai risultati che non siamo riusciti ad ottenere e a tutto ciò che abbiamo perso. Ma ripensare al passato non ci farà di certo ottenere tutto ciò che avremmo voluto avere, possiamo soltanto ogni giorno impegnarci per essere una persona migliore e accettare i nostri sbagli. Bisogna avere consapevolezza delle proprie scelte e riflettere sempre sui suoi costi e benefici, in modo da sfruttare al meglio le nostre opportunità e vivere il presente.
Infine abbiamo chiesto alla psicologa cosa potesse fare un amico nei confronti di chi sta vivendo un momento difficile. La sua risposta è stata molto semplice ed efficace. Un amico deve semplicemente ascoltare e accogliere l’altra persona. Si tratta di un ascolto empatico ed attivo che stimoli l’altra persona e non la faccia sentire giudicata.
L’incontro con la psicologa è stato molto prezioso per aiutarci a comprendere come affrontare al meglio queste situazioni difficili che ognuno di noi si trova a vivere. Ringraziamo dunque la dottoressa per averci dedicato il suo tempo e per averci dato questi ottimi consigli di cui sicuramente ne faremo tesoro. E per concludere la nostra intervista ci tengo a riportare ciò da lei detto ‘’Mi raccomando dite ai ragazzi di conservare sempre ciò che sono, senza amalgamarsi agli altri’’.
Articolo a cura di Emanuela Scatozza

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