
Russia: la libertà è come una pepita d'oro
Recentemente, in Russia, si sono svolte le elezioni per scegliere il nuovo capo di Stato, dato che il paese è una Repubblica Federale (i cittadini scelgono direttamente il loro Presidente) e, con non molta sorpresa, l'uscente Vladimir Putin ha avuto la meglio, conquistando l’87,28% di voti.
L’anziano presidente ha vinto con molta facilità, anche perché non vi erano altri candidati in grado di tenergli testa, o semplicemente, se c’erano, sono stati eliminati dalle liste elettorali.
Sin dalla caduta degli zar, ed il successivo scioglimento dell’URSS, i cittadini hanno sempre desiderato ardentemente di mandare al governo qualcuno che li rappresentasse. Di fatto, questa nazione non è mai stata governata con grandi risultati, ma ha sempre dominato in essa la paura di contraddire il governante in carica. Tutti quelli che hanno avuto in mano le
redini di questa potenza mondiale, in eterna lotta contro gli Stati Uniti, hanno perso, come novelli Orlandi Furiosi, il senno, e le loro manie di protagonismo hanno fatto sì che, nel paese, niente fosse fatto in funzione del benessere.
Anche la situazione attuale non è da meno. È inutile girarci attorno: è chiaro come il sole che la Russia sia una dittatura mascherata da democrazia. Vladimir Putin è un dittatore, un sadico che, da oltre due anni, gioca con le vite di milioni di innocenti, portando avanti una sanguinosa “operazione speciale,” che, in realtà, è una guerra.
Intanto, la popolazione russa vive in una costante repressione, dove ogni voce fuori dal coro viene arrestata, rinchiusa in un carcere siberiano, torturata ed uccisa in circostanze misteriose, facendo passare il tutto per un tragico incidente (ogni riferimento alla vicenda di Aleksej Navalny è puramente casuale) e dove la libertà ed il diritto, in primis quello di voto, di fatto, sono negati.
Ecco che Vladimir Putin è salito di nuovo al governo, sostenuto da cittadini che in realtà, nel profondo, lo odiano. Fantasmi che, in realtà, non sono animati da stima o speranza, ma dalla paura.
Articolo a cura di Viviana Chianese

Fotografia a cura di Ludovica Piraino
