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 Il mondo è nostro: donne straordinarie

Da piccola, avevo una serie di libri chiamata “Storie della buonanotte per bambine ribelli”, in cui si raccontavano le storie di 100 donne straordinarie che avevano cambiato il mondo. Leggendo quei volumi oggi, mi rendo conto che c’è ancora tanto da fare per la condizione femminile, e, di certo, quello che si sente oggi non aiuta. Per questo è importante conoscere coloro che sono venute prima di noi, affinché la loro voce possa essere udita chiara e forte nei secoli a venire e possano aiutarci a cambiare, in meglio, questo “atomo opaco del Male.”


 

Rita Levi Montalcini (1909-2012), è stata una neurologa e senatrice a vita italiana. Celebre per i suoi studi sul sistema nervoso, grazie ad essi è stata insignita del premio Nobel per la medicina, nel 1986. Inoltre, fu la prima donna ad essere ammessa alla Pontificia Accademia delle Scienze.

 

Jane Austen (1775-1817), scrittrice inglese, che rivoluziona il modo di vedere le donne, rendendole attive e mettendo nero su bianco le loro aspirazioni (molto spesso il matrimonio), e non risparmiandole a giudizi taglienti. Tra le sue opere più famose troviamo “Ragione e Sentimento” ed “Orgoglio e Pregiudizio”.

 

Nettie Stevens (1861-1912), genetista e microbiologa statunitense, scoprì la base cromosomica del sesso, studiando i cromosomi di alcune larve ed altri piccoli insetti.

 

Rosa Parks (1913-2005), è stata un’attivista statunitense, celebre per aver dato un contributo fondamentale all’abbattimento dei pregiudizi sulla comunità nera in America, con il suo eclatante gesto, compiuto su un bus in Alabama, dove non concesse il proprio posto ad un bianco, che diede il via ad un gigantesco movimento di protesta, il quale portò all’abolizione dell’apartheid (divisione etnica in cui si privilegiano i bianchi a favore dei neri, attuando e creando disagi per questi ultimi, considerati di “serie B”.

 

Le sorelle Brontë furono un trio di scrittrici. Anne (1820-1849), Emily (1818-1848), e Charlotte (1816-1855), scrissero romanzi come Jane Eyre e Cime Tempestose, e li pubblicarono usando pseudonimi maschili, venendo così acclamati dalla critica. Per fortuna, oggi queste storie sono note con i loro veri nomi, e studiate quali grandi capolavori.

 

Rosalind Franklin (1920-1958), fu una chimica e cristallografa britannica, il cui lavoro è stato enorme per la scoperta della struttura del DNA. È lei l’autrice della “Fotografia 51”, la prima che mostrava la composizione del DNA, la quale fu brutalmente rubata da James Watson e Francis Crick, che la usarono per costruire il primo modello 3D della nuova cellula, vincendo il premio Nobel nel 1962.

 

Marie Curie (1867-1934), fisica, chimica e matematica polacca, studió per anni con suo marito la radioattività dei minerali, scoprendo addirittura due nuovi elementi: il radio ed il polonio. Per l’apporto dato a queste discipline, fu premiata con il Nobel per la fisica nel 1903 e quello per la chimica nel 1911.

 

Maria Montessori (1870-1952), è stata una pedagogista, educatrice e medico italiana, nota per il suo metodo di insegnamento ed educativo, esportato in tutto il mondo, dove il bambino è messo al centro, lasciandolo libero di arrivare all'autosufficienza.

 

Liliana Segre (1930), è una politica e senatrice a vita italiana, sopravvissuta agli orrori dell’Olocausto. Grazie alla sua testimonianza, sensibilizza i giovani su temi come la Shoah, il razzismo e l’indifferenza.

 

Chimamanda Ngozi Adichie (1977), è una scrittrice nigeriana naturalizzata americana, nota anche per le sue lotte femministe.

Ha studiato presso l’università di Filadelfia, vincendo una borsa di studio.

Il suo primo libro “L’ibisco viola”, ha vinto numerosi premi. Anche dal punto di vista dell’attivismo è molto presente: il suo TEDx, “We should all be feminist”, ha ottenuto oltre sette milioni di visualizzazioni su YouTube.

Articolo a cura di Viviana Chianese

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Illustrazione a cura di Ludovica Piraino

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