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Lo sapevi che? - Marano edition

Marano di Napoli, per moltissimi è la città natale, per altri luogo di studi, mentre per altri ancora è semplicemente un luogo di ritrovo per stare con gli amici.
Tuttavia sei proprio sicuro di conoscere a fondo questa città? Vediamo quante di queste curiosità conosci!
-UN NOME, DUE ORIGINI DIVERSE
Non si sa con certezza da dove sia saltato fuori il nome "Marano", tuttavia ci sono due ipotesi credibili.
La prima è che il nome derivi dalle parole Marahieis-Marana, dall'antica lingua dei sanniti e che significa "scendere con violenza", a causa delle acque piovane che dalla collina di San Rocco arrivavano a valle causando non pochi danni.
La seconda ipotesi invece, dice che il nome Marano derivi dal tardo latino Marianum, che deriva da Marius, quindi Mario. 
-UNA VIA...DEL PESCE
Nei pressi di San Rocco c'è la cosiddetta "Via del pesce", eppure lì non si trova nessun mercato del pesce o qualche acquario gigante pieno di pesci.
Questa via prende il suo nome poiché in seguito alle piogge torrenziali il sottosuolo si allaga e la strada si riempie di pozzanghere. Così piena di pozzanghere che sembra quasi un fiume! 
Dunque, non vi consiglio di fare una passeggiata nei pressi di Via del Pesce dopo una tempesta, a meno che non abbiate una barca o delle belle galosce di gomma!
-A NAPOLI LA PIZZA, A MARANO?
Lo sappiamo tutti, il cibo tipico napoletano è certamente la pizza, con la deliziosa mozzarella e il succuso pomodoro. Ma anche nella piccola Marano abbiamo dei prodotti tipici altrettanto buoni! 
In particolare la ciliegina Arecca e i piselli di Santa Croce. 
La ciliegia Arecca prende il nome dalla collinetta maranese della Recca. Il frutto ha un colore rosa-pallido ed è duro, carnoso e bianco. Al giorno d'oggi la coltivazione è diminuita di gran lunga, a causa dei numeri lavori edili. 
I piselli di Santa Croce prendono il nome dalla località dove si trova la conca di Quarto, in cui erano coltivati. Ricercatissimi per la loro forma ultrafine e il sapore dolcissimo, sono una coltura molto rara e preziosa per la loro qualità. 
-LAVORI MAI SENTITI PRIMA
Con l'evoluzione della società, alcuni antichi mestieri tipici di Marano sono andati perduti.

Tra questi quello dei “montesi”, che lavoravano nelle cave di tufo della zona, e i “cestai” che lavoravano il legno di castagno o di faggio, facendo uso persino dei denti, per produrre cesti destinati per lo più al lavoro dei campi. I “mugnai”, proprietari dei mulini, erano addetti alla macinazione del grano.
Allora, dopo questo approfondimento potrete dire di essere i massimi conoscitori della città di Marano di Napoli!

Articolo a cura di Chiara  Di Francesco

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Disegno a cura di Francesca di Marino 

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