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Fenice: cambiare è rinascere.

Nei trascorsi delle arti incontriamo molteplici volte l'intento di materializzare il cambiamento. La Fenice, già dagli antichi tempi degli Egizi era rappresentato nella figura di Bennu ma saranno i greci a rendere la Fenice l'animale mitologico come oggi lo conosciamo (e come la Rowling ce la presenta). Fenice è spesso rappresentata come una specie di aquila color fiamma, particolarmente il rosso porpora, questo è dato proprio dal nome antico di Fenice (gr. phoînix: rosso porpora).

Concluse quelle che sono le descrizioni di come potrebbe essere questo animale mitologico, passiamo al suo ruolo nel tema del cambiamento.

Molto probabilmente tutti conosciamo, infatti, la sua storia come "colei che rinasce dalle proprie ceneri" ed è proprio questo che ci insegna questo maestoso animale, infatti il motto di questo volatile appare essere il riassunto della sua esistenza: Post Fata Resurgo, e cioè dopo la morte rinasco. Quando tutto ci sembra andare a rotoli e sembra diventare tutto nient'altro che cenere, ecco che entra in gioco Fenice che muore nelle sue certezze, muore nelle sue difficoltà, muore in quella società che non la rappresenta, per poi rinascere, più bella di prima, più forte di prima. Accetta ciò che ha lasciato, accetta ciò che non può più avere e non si arrende, anzi ne fa tesoro e coglie l'opportunità di diventare qualcos'altro, di

prendere di nuovo le redini in mano, di riappropriarsi di ciò che è suo. Allora quando ci casca il mondo sulle spalle, quando la famiglia, gli amori, lo studio sembrano opprimerci, impariamo da Fenice, cambiamo rotta, trasformiamo, cambiamo, rinasciamo. Laviamoci dello sporco della cenere, rivestiamoci di luce, apriamo le nostre ali maestose e spicchiamo il volo guardando sempre avanti dando solo qualche sguardo, di un secondo, a ciò che ci siamo lasciati alle spalle e creiamo altri sogni, creiamo altre realtà di noi, e solo così riusciremo a cambiare ciò che ci circonda. Può avvenire solo credendoci, come Fenice, senza arrendersi, senza morire e basta, o meglio diremo "senza restare a piangere sulle nostre ferite" ma curandole, fasciandole di giorno in giorno. Fenice ci insegna a rinascere, cambiare, vincere, rialzarci e vivere ogni giorno al pieno delle nostre energie, ci insegna a splendere, a sognare, a volare, a provarci, a farlo oggi perché altrimenti domani è un'occasione persa. Allora da oggi, non da domani, ma da oggi, facciamo tesoro dell'insegnamento di Fenice e diciamo a noi stessi "Post Fata Resurgo".

Articolo a cura di Antonio D'Onofrio

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Illustrazione a cura di Francesca Santin

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