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Arte e diritti umani 

È possibile rappresentare i diritti umani in un modo che non sia un articolo della costituzione? Certo che sì, ed è proprio quello che si è potuto ammirare al Palazzo delle Nazioni Unite di Ginevra: la mostra "Arte Italiana e Diritti Umani" a cura di Ilaria Bernardi, dottoressa di ricerca in storia dell'arte. 


Allo scopo di porre in luce come l’arte italiana dal dopoguerra ad oggi abbia sotteso urgenti tematiche sociali, sono stati selezionati 16 artisti italiani, di cui tre senior affermatisi negli anni Cinquanta e Sessanta (quindi dopo l’adozione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani) e tredici emersi negli ultimi trent’anni, successivamente all’emanazione della Dichiarazione e del Programma d’Azione di Vienna del 1993 che segnarono l’inizio di un rinnovato impegno per rafforzare e sviluppare l’insieme degli strumenti posti a tutela dei diritti umani, costruiti sin dal 1948 sulla base della Dichiarazione Universale.


Ad ogni artista è stato dedicato uno spazio all’interno del quale esporre una o due sue opere, corredate da un testo di approfondimento che le collega a un tema specifico della Dichiarazione Universale.

Al centro della Galleria sono state collocate le opere dei tre grandi maestri: la Venere degli stracci di Michelangelo Pistoletto, tre esemplari dell’Enciclopedia Treccani di Emilio Isgrò, e Atleti di Ercolano di Mimmo Jodice, che, se osservate oggi, sembrano rinviare idealmente a tematiche molto attuali quali la sostenibilità ambientale, il diritto all’istruzione e la tutela del patrimonio artistico. 


Dunque lo scopo della mostra è proprio questo: riflettere attraverso l'arte su quelli che sono i nostri diritti e, allo stesso tempo, i doveri a cui dobbiamo adempiere affinché ognuno goda dei propri diritti.

Articolo a cura di Chiara di Francesco
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Fonte: Internet

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