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Un'insolita, ma indimenticabile prima superiore

 

La prima superiore indica sempre un nuovo emozionante capitolo della nostra vita: nuovi amici, nuovi professori, una struttura completamente nuova da esplorare.

Ma iniziamo ovviamente dal primo giorno.

15 Settembre 2021, ore 7:30, avrò preso tutto? Mascherina, autocertificazione e disinfettante per mani. Porto anche dei guanti? No, okay non esageriamo. Andare a scuola nel 2021 è peggio di affrontare un posto di blocco.

 

Il Covid ha reso tutto più difficile e, soprattutto, ha trasformato il mio materiale scolastico in un kit del piccolo chimico; e allora proviamo ad immaginarla diversamente, voglio fantasticare un po'. Mi sono dunque chiesta come sarebbe stato il mio primo anno di superiori se non ci fosse stato il Covid.

Come prima cosa avrei visto i visi dei miei nuovi compagni di classe nella loro interezza e non coperti per metà da un odioso, ma indispensabile, pezzo di stoffa.

Basti pensare che, per tutto il pomeriggio del primo giorno, abbiamo intrattenuto una vera e propria partita ad "Indovina chi" sulla chat di gruppo.

"Aspetta tu sei quella con gli occhiali?", "Tu indossavi una maglietta verde?", "Lei come si chiama? Non ricordo chi è…". È stato tutto così complicato.

Parlando sempre della mascherina, è lei la colpevole di moltissime delle mie figuracce in corridoio: saluto una persona, convinta che ne sia un'altra, oppure al contrario, persone che non conosco, salutano me, alle volte chiamandomi anche con un altro nome.

Eppure quel pezzo di stoffa così tanto fastidioso, è un importantissimo salvavita…

 

Direi di cambiare argomento, perdonando la mascherina.

Se c'è una cosa che abolirei volentieri sono i banchi a rotelle, quei surrogati delle autoscontro non sarebbero dovuti mai nascere…

Sono tante le motivazioni che mi portano a dire questo: mi manca avere la mia migliore amica come compagna di banco e costruire assieme a lei muraglie di astucci e diari per non farci vedere dai professori, oppure semplicemente addormentarsi l'una addosso all'altra durante le spiegazioni di scienze. 

In più, su quei banchi non c'è spazio nemmeno per un quaderno. Io dove dovrei appoggiare tutta la mia roba?

In conclusione, l'unica cosa positiva che posso attribuire a quei banchi della morte, è la possibilità di poter giocare all'autoscontro. Certo, sempre se i prof non ci rimproverano per mantenere il distanziamento...

 

Oh già, ecco il punto cruciale del mio discorso, il distanziamento...

Se non ci fosse stato il Covid avrei potuto tranquillamente abbracciare ogni mio compagno di classe senza essere ripresa dai professori, è così triste sentirsi dire quasi ogni giorno: "Ragazze, la distanza!" oppure "Ragazzi, state seduti, non girate per la classe!".

Non posso nemmeno uscire assieme ad una mia amica per chiacchierare un po' del più e del meno.

Ancora meglio, se non ci fosse stato il Covid, camminando per i corridoi, avrei potuto incontrare i miei amici delle medie che frequentano la mia stessa scuola, ma in classi diverse, per salutarli, chiedergli come se la passano...

Articolo di Chiara Di Francesco

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Disegno di Francesca Di Marino

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