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UN MONDO SCORRETTO

Si sa, l'arte è un universo affascinante quanto scorretto molte volte.

E oggi, a raccontarlo, è stata la professoressa di storia dell'arte Mariagrazia Fontanella, nonché abile architetto.

Pronti a sentire la sua storia?

 

La professoressa si è iscritta alla facoltà di architettura giovanissima, appena diciassettenne, e racconta di essere sempre stata un'anticipataria, in mezzo a ragazzi più grandi maturi.

Ciò non toglie che abbia avuto un'ottima carriera scolastica: ha affrontato con facilità tutti gli esami riguardanti la progettazione, mentre ha trovato più tosti quelli di natura scientifica.

In ogni caso ricorda questo periodo in maniera molto positiva: ha conosciuto tantissime persone nuove e ha avuto a che fare con tantissimi luoghi differenti, poiché, lei stessa dice "l'architetto é molto legato alla vita sociale".

 

Dunque, quella di intraprendere questa carriera é sempre stata una sua ambizione.

Tuttavia dice che avrebbe preferito dedicarsi al design e alla pubblicità, non tanto alla progettazione architettonica.

Ma purtroppo, questo tipo di mestiere in Campania non era per niente contemplato e in più, erano impieghi mal retribuiti.

 

E allora, con una situazione del genere, per la professoressa è stato facile trovare un lavoro?

 

"No, un incubo. Per di più perché sono una donna."

 

E in questo caso, ne approfitto per parlarne di un dettaglio molto interessante, di cui la professoressa mi ha parlato mentre la intervistavo.

Erroneamente, l'ho chiamata "architetta" e la sua espressione è subito cambiata.

 

"Dici architetto, é meglio. E sai perché? Perché gli uomini a lavoro mi prendevano in giro dicendo archi-tetta (sottolineando il seno)."

Insomma, come potete vedere il genere maschile non si smentisce mai.

 

Ma la professoressa é sempre stata forte, ed é passata sopra ad ogni battutina sgradevole, ricevendo perlopiù, numerose opportunità lavorative.

 

Ha contribuito alla realizzazione della stazione di Montesanto, assieme a Silvio D'Ascia e ha realizzato la stazione di Baia con "Oda - Officina di Architettura".

In più ha anche allestito la mostra fotografica di Mimmo Jodice.

 

Dei colpi di fortuna? Un destino particolarmente clemente?

"No, qualcuno ha soltanto avuto fiducia in me."

Dice la professoressa.

 

Una cosa che mi ha colpito molto é il messaggio che la docente ha lanciato durante il corso dell'intervista, ossia quello di non arrendersi mai e di raggiungere sempre i propri obiettivi con impegno, tempo e dedizione.

 

E allora mi sono chiesta, cos'è che l'ha portata nelle classi del nostro istituto?

 

"Nel 2011 la mia impresa venne chiusa ed io rimasi per strada, ma non mi sono mai arresa."

 

Ha infatti superato un concorso che le ha permesso di insegnare nelle scuole.

Ma non è stato solo il concorso.

"È stata soprattutto la mia passione per l'arte, maturata assieme a me nel tempo."

 

Prima, quando lavorava come architetto non aveva tempo per fare nulla, addirittura dice che conosceva a malapena i suoi figli.

Ora, grazie alla scuola, la professoressa ha più tempo e soprattutto, una passione inestinguibile che trasmette ogni giorno ai suoi studenti.

 

E questa é la storia di una donna forte, che non ha mai mollato e che grazie all'arte é riuscita a trovare sé stessa.

Dunque, se spesso può essere un mondo scorretto ed intricato, resta sempre il miglior modo per comunicare le proprie emozioni.

Articolo di Chiara Di Francesco

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Illustrazione di Angela Di Marino

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