
ALLA SCOPERTA DEL CINEMA
Il cinema è di certo la forma d’arte più popolare, eppure è davvero raro trovare giovani appassionati che scelgono di fare del diletto mestiere.
Oggi ho il piacere di riportarvi la mia chiacchierata con Francesca Diodato, ex alunna del Carlo Levi, che ha accettato di introdurmi allo sconosciuto mondo del “Cinema Audiovisivo”.
Attualmente studia all’Accademia delle Belle Arti di Napoli, ma non è che sia sempre stata una cineasta esperta, infatti non credeva che il cinema potesse darle da mangiare.
Talentuosa nelle lingue, nel ballo e nel canto, ha scelto di cambiare totalmente strada dopo la prima quarantena del 2020, durante la quale, forse per fortuna, non ha più potuto dedicarsi ai suoi hobby allo stesso modo.
Nei pomeriggi vuoti e tutti uguali che conosciamo molto bene, la mia intervistata ha trovato “salvezza”, così l’ha definita, nell’analizzare regie di film ai quali aveva da sempre assistito passivamente.
Vorrei potervi mostrare l’espressione sulla faccia stanchissima di Francesca quando parla della sua università: puro entusiasmo. Si è sforzata di non esagerare, ma lo ammette, l’Accademia è diventata per lei una famiglia, famiglia che le addolcisce la fatica dovuta allo studio e la paura consapevole di “camminare verso un Limbo”.
Infatti, Francesca non ha per nulla omesso la pericolosità della sua scelta. Mi ha spiegato che nel suo campo “avere il pezzo di carta” non significa nulla; con gli studi apprendi come funziona il cinema, ma come si crei un prodotto interessante e vendibile, insomma come si crei l’arte, non te lo insegna nessuno.
Ha continuato elencando una serie di enormi somme necessarie per mettere in piedi qualsiasi progetto: costi delle macchine, stipendi dei collaboratori, il montaggio, la scenografia… Cifre banali per i veterani del cinema, ma per un giovane studente sono una montagna da scalare dietro i quali non è detto che ci sia una semplice discesa.
Sono molti i ragazzi che dopo la prima sessione hanno deciso di lasciare l’università, lasciando volentieri agli altri la paura dell’ignoto e le occhiaie di chi studia la notte e fa riprese all’alba.
Il cinema può far paura, Francesca me lo ha ribadito, ma se è la passione a guidarci anche attraversare il Limbo diventa possibile.
Articolo di Alessandra Mavaro
