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On my skin

GENERAZIONE SENZA STIMOLI

A tutti, senza eccezione alcuna, capita di vivere momenti o periodi bui, vuoti e senza stimoli. Dalla carenza di stimoli passiamo ad un calo della creatività, capace di gettarci nello sconforto. Perdere la creatività, anche se per un tempo relativamente breve, riduce al minimo l’autostima. Perderla implica infatti un aumento del senso di sfiducia sia in noi stessi che nelle nostre capacità.

Per quanto sia difficile ammetterlo, può capitare di compiacersi della quiescenza della creatività e di approfittarne. La voglia di lasciare che tutto ci scivoli addosso, aspettando che la creatività torni da sé, si fa sentire.

Pur di non agire e rimanere immobili, iniziamo ad illuderci e a pretendere che la creatività in fondo non ci serva. La mente elabora, ma non produce.

Purtroppo, però, la perdita degli stimoli non tange la nostra volontà di riacquistarli; per quanto possa sembrare piacevole essere padroni di una mente improduttiva e spenta, è meglio per noi ritornare in noi stessi. La chiave sta proprio qui.

Per quanto la sfiducia sia opprimente e l’improduttività comoda, dobbiamo riconquistare il nostro estro. L’estro è parte integrante dell’io, senza ci sentiamo incompleti.

Procrastinare, accoccolarsi in questo stato di immobilità o dare la colpa ad altri non serve a nulla.

Spesso, la nostra generazione viene etichettata come “generazione senza stimoli”. In molti, infatti, credono che questo sia uno dei mali che caratterizzano proprio questi tempi.

Ma è mai possibile che un’intera generazione si sia lasciata prendere dalla dilagante atarassofobia, la paura di vivere senza stimoli?

Il sopraggiungere della pandemia ha ampliato di molto la sua portata, colpendo persino adulti oltre che adolescenti e compromettendo la voglia di agire e pensare.

Siamo veramente tutti vittime di una fobia opprimente o siamo semplicemente sfaticati che pretendono di ottenere stimoli senza cercarli?

Qualsiasi sia la risposta, come sempre, la scelta non può che ridursi alla forza di volontà del singolo individuo.

Articolo di Maria De Magistris

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Illustrazione di  Ludovica Piranio

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