
Il vuoto che mi hai lasciato
La sensazione che si prova quando si è abbandonati da una persona speciale è una delle peggiori, crea mille paranoie e un grande senso di colpa. “Avrei potuto evitare che se ne andasse?” “È stata colpa mia?” L’abbandono ferisce nel profondo e ti cambia, ma sta a noi fare tutto il possibile per trovare la forza di superarlo.
Purtroppo gli atteggiamenti e le mancanze, campanelli di allarme di un abbandono, non sempre riusciamo a percepirli appieno. Questo accade quando o non vogliamo ammettere la realtà o siamo troppo concentrati su noi stessi, a tal punto da non accorgerci dei disagi di chi ci sta accanto. Così un “improvviso” abbandono arriva e ti destabilizza. Ti senti come se ti mancasse il respiro. Ci vogliono giorni, mesi, addirittura anni per riuscire a destarsi da questo stato di simil-apnea…
Ciò accade quando, dopo un’attenta analisi, si ammettono i propri errori e quelli dell’altro. Poi cosa resta del rapporto che si è interrotto? Se ad abbandonarci è stata una persona particolarmente importante non potremo mai odiarla; al limite provare rabbia per un po’, per arrivare, infine, all’indifferenza.
Credo che la cosa più stupida sia pretendere che quella persona torni, perché una volta che qualcuno ci ferisce, nulla gli vieta di farlo anche altre dieci, cento, mille volte. Io non mi fiderei. Quindi attaccarsi ai ricordi e alla malinconia può aiutare ma non è sicuramente la cura più adatta ad una ferita di questo tipo.
Purtroppo sto iniziando a pensare che quello dell’abbandono sia un ciclo che si ripeta, un qualcosa che inizia e finisce mano a mano che le persone speciali entrano nella mia vita.
In fin dei conti non sono il tipo da piangermi addosso, ma ho capito che tutto, prima o poi, finisce. Ecco perché bisognerebbe vivere appieno ogni rapporto, dare tutti noi stessi senza pretendere l’eternità; ricordando, però, di vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo.
Okay, lo ammetto, forse è impossibile.

Fotografia di Suemi Guarino
Articolo di Maria De Magistris