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Normalizziamo che

SUL TETTO VERDE DEL MONDO

Ah, finalmente è maggio: manca poco alla fine della scuola, le giornate sono più lunghe e inizia a fare più caldo. Che cosa grandiosa il caldo, eh? Posso bruciare finalmente i maglioni e dare un caloroso saluto a crop top e minigonne. Bello vero? NO, non è bello! Almeno non lo è il caldo che inizia dai primi di aprile e finisce gli ultimi giorni di ottobre. Perché quello, cari i miei lettori, non è un caldo sano.

Ormai conosciamo tutti quello che sta accadendo al nostro pianeta, quanto il nostro menefreghismo la stia uccidendo. Tranquilli, non sono qui per farvi una predica o farvi sentire in colpa: oggi voglio proporvi dei metodi per espiare le nostre colpe e aiutare la Terra.

Come ben saprete, la popolazione mondiale è aumentata e continuerà ad aumentare. Se ho imparato a fare le proporzioni, a tante persone serviranno tanti animali per nutrirsi e a tanti animali servirà tanto foraggio.
Tanto foraggio che non c’è. O meglio, ci sarebbe, ma questo comporterebbe spremere fino all’osso la superficie terrestre coltivabile. E quindi cosa possiamo fare? Be’, potremmo anche diventare vegetariani o vegani, ma come glielo spieghi al cinquantenne affezionato alle proprie tradizioni culinarie? Qui la tecnologia ci viene in aiuto, proponendoci la carne “sintetica” o “coltivata". Scoperta neanche tanto recente, visto che già nel 1971 Russell Ross l’aveva sperimentata.

Un altro metodo per ridurre l'inquinamento potrebbe essere quello adottato da Francia e Danimarca, dove per legge da ora in poi i palazzi dovranno avere tetti verdi: questo non significa che dovranno dipingere tutti gli edifici di verde, bensì dovranno essere coltivate piante di varie specie. Questa norma serve per far abbassare il numero di persone che si servono di ventilatori e condizionatori, poiché queste piante riducono il calore e aiutano a regolare la temperatura in queste costruzioni.

Non avranno il bidet, ma sicuramente sanno come si può vivere al meglio senza danneggiare nessuno.

 

Articolo di Raffaella Spinuso

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Illustrazione di Ludovica Piraino

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