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Normalizziamo che

Le rivolte non nascono da un giorno all'altro

Le rivolte affascinano: irrompono impetuose per le strade, straripano come un fiume in piena, le grida di protesta delle persone echeggiano.

Può sembrare che tutto questo avvenga così, all'improvviso, invece dietro ci sono delle menti che si sono impegnate al massimo per coinvolgere le persone nella partecipazione.

Dunque, un impegno incredibile è il primo passo per formare una rivolta.

È normale che una sommossa si riveli faticosa, d'altronde nulla si ottiene per magia; bisogna credere fermamente nei propri ideali, essere disposti a fare di tutto pur di realizzarli, lottare a denti stretti.

 

Di certo, Che Guevara e Fidel Castro non hanno combattuto da soli per la liberazione di Cuba. La loro è una storia molto interessante, nata da una forza di volontà unica, al fine di liberare il paese dalla dittatura.

Ma prima di lottare hanno dovuto trovare degli alleati, tantissimi alleati. Condividere con le persone i loro obiettivi era la prima cosa da fare, far capire che questi fossero realizzabili, non solo utopie.

Avrebbero dovuto lottare tutti insieme contro una potenza maggiore e riuscire a diventare ancora più forti di quella potenza.

E questo sicuramente non avviene in un battibaleno.

 

Quante volte ci sono persone scettiche, oppure che manifestano, ma senza sapere per cosa? Per coloro che guidano qualsiasi tipo di protesta, questo tipo di persone rappresentano sempre un bel grattacapo.

 

Oppure, dobbiamo parlare di quelli che stanno sempre a puntare il dito, reputando le rivolte delle perdite di tempo?

In realtà, loro hanno solo paura di alzare la voce per cambiare le cose e giudicano chi ha avuto il coraggio di farlo. Questo perché hanno paura, sono chiusi in una specie di bolla.

Vedono che la rivoluzione procede male? Continuano ad infierire.

Ma quando si accorgono che le cose iniziano a cambiare, si rendono conto di aver sbagliato.

 

Quindi, a chiunque abbia voglia di provare a migliorare le cose, che lo faccia.

La prima volta sarà molto faticoso, magari anche la seconda e forse anche la terza.

Ma intanto le persone inizieranno a capire che voi non volete arrendervi.

Articolo di Chiara Di Francesco

Gatto matita.jfif

Illustrazione di Francesco Vallifuoco

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