
Alcuni addii sono gesti d'amore
Normalizziamo che non tutti gli addii sono negativi
Tutti prima o poi dobbiamo dire addio a qualcosa o a qualcuno che, fino a quel momento, faceva parte del nostro mondo. In genere l’addio viene collegato a sensazioni negative, quali la tristezza o la sofferenza, perché lo si considera come un modo che ci allontana da ciò che riteniamo nostro o che ci fa sentire bene.
In realtà, però, non è affatto così.
Dire addio, nella maggior parte dei casi, è la cosa giusta, addirittura, può diventare l’unico modo per stare meglio.
Vi propongo un esempio: nella vita arriviamo a conoscere moltissime persone ed, inevitabilmente, ci circondiamo di molte di loro con cui, poi, abbiamo un tipo di rapporto differente. Ovviamente non tutte queste persone sono figure positive con le quali si arriva a costruire un legame sano. Una volta esserci resi conto di ciò, l’unica cosa da fare (nonché spesso la più difficile) è dire addio. Questo non riguarda solo le persone ma anche, per esempio, i luoghi. Se c’è un posto in particolare in cui ci sentiamo a disagio per svariati motivi, dobbiamo essere abbastanza forti da smettere di frequentarlo e, quindi, di dirgli addio.
C’è chi può erroneamente pensare che allontanarsi da qualcuno o qualcosa per il solo scopo di essere più felici sia da egoisti, ma è assolutamente sbagliato. Dire addio ci permette di crescere e di migliorarci e ci aiuta a comprendere meglio di cosa abbiamo bisogno per stare bene. Gli addii non sono assolutamente qualcosa di negativo, quanto più, uno strumento che abbiamo a disposizione per riuscire a stare meglio con noi stessi e, di conseguenza, con gli altri.
Per cui è meglio ricordare che considerare gli addii positivi piuttosto che negativi, può solo portare benefici a noi stessi e a chi ci circonda.
Articolo di Maria De Magistris

Disegno di Angela Di Marino