
Carlo Levi, una scuola in rivolta
Popolo del Carlo Levi, a nome di tutti gli studenti dell’istituto io vi ringrazio, non solo perché la nostra scuola è stata l’unica ad avere ottenuto dei risultati concreti a seguito dello sciopero, ma anche per la tenacia, la determinazione impiegata e per la voglia dimostrata nel cambiare una realtà ingiusta, causa di un malessere non solo fisico ma anche mentale.
Facciamo, però, qualche passo indietro e ripercorriamo insieme quei fantastici giorni durante i quali ci siamo sentiti dei rivoluzionari che combattevano per far sentire la propria voce, ovviamente non senza coloro che ci andavano contro stereotipandoci come “i tipici studenti meridionali che appena possono colgono l’occasione per saltare un giorno di scuola”, oppure, volendo citare dei commenti online “band ‘e ricuttar”.
Parliamoci chiaro, il ritorno in presenza lo aspettavamo un po' tutti dato che il governo aveva apertamente dichiarato che la Dad era da escludere a priori, data la sua inefficienza, nonostante il tasso di positività che aumentava a dismisura, ma lo stato ha preso in considerazione la situazione delle scuole e degli studenti? O come spesso accade ci ha posto in secondo piano? La risposta mi sembra ovvia e infatti noi tutti ci siamo ritrovati in piccole aule, ammassati e con il rischio di infettarci.

Articolo di Federica Battaglia
Foto e video di repertorio Levi's Voice
Le condizioni erano disumane, bisognava farsi rispettare e combattere per la propria salute, per un ritorno in sicurezza, degno di essere chiamato tale.
Il nostro liceo ha così dato inizio allo sciopero finalizzato ad ottenere un colloquio diretto con i commissari di Marano, pertanto, in ballo c’erano anche molte altre richieste da parte degli studenti, quali il potenziamento dei trasporti pubblici, l’apertura dello stadio comunale e la disponibilità alle scuole per svolgere attività sportiva, essenziale per il funzionamento di un istituto. Il riscontro dello sciopero, basatosi sulle due manifestazioni avvenute l’11 e il 15 gennaio, è stato inaspettato e ha portato ad un’ulteriore vittoria per il nostro liceo, dato che i commissari hanno ascoltato la nostra voce e il nostro volere… be’, poi il resto credo lo sappiate già, dato che rimarrà per sempre nella storia della scuola.
Dunque, concludo qui, popolo del Levi, e mi rivolgo ancora a voi dicendovi che sono fiera di noi e della nostra vena rivoluzionaria e che qualora ci fosse un altro sciopero, mi raccomando… facit o burdell.