
"La guerra non è mai la soluzione"
“Perché quasi niente quanto la guerra, e niente quanto una guerra ingiusta, frantuma la dignità dell'uomo.”- così diceva Oriana Fallaci. Mai parole più vere furono dette.
Sentiamo parlare di guerre quasi ogni giorno, che si combattono in ogni angolo della Terra. Ci capita spesso di ascoltare storie di chi la guerra, quella vera, l’ha vissuta sulla propria pelle, ormai segnata da cicatrici che non andranno più via, da ricordi che non lasceranno mai la loro memoria.
Potremmo citare tanti esempi, la storia è un susseguirsi di orrori sempre uguali. Potremmo raccontare di come, tutt’a un tratto, i Siriani e gli Iracheni si siano ritrovati a doversi riparare dagli attacchi aerei che gli Stati Uniti hanno lanciato, o di come tutto il popolo ucraino abbia dovuto imparare a difendersi da chi vuole assoggettare la loro libertà. Epoche, nazioni e motivi diversi, ma tutti sempre con un terribile epilogo: la morte degli innocenti.
Credete che ai soldati faccia piacere combattere con il rischio di non tornare più a casa? A nessuno piace l’idea di dover morire da solo, lontano dai propri cari e per un qualcosa che non hai voluto tu. Questa guerra, e forse ogni guerra, non è altro che un capriccio di chi comanda, di chi non vive la costante paura di morire, di chi non è in pericolo.
Dove credete che sia Putin in questo momento? Dove credete che sia stato Lyndon Johnson quando gli Stati Uniti attaccavano il Vietnam? Ve lo dico io: al sicuro con la propria famiglia, non di certo al fianco dei soldati.
Che sia per liberare un paese o per assediarlo, poco importa: la guerra non è mai la soluzione. Non è mai la soluzione perché ci sono madri, nonni, figli e nipoti che potrebbero ritrovarsi improvvisamente soli al mondo. E fino a quando ci saranno eserciti che, da entrambe le parti, terrorizzano e traumatizzano adulti e bambini, nessuno avrà mai ragione.
Articolo di Raffaella Spinuso

Illustrazione di Anna Savastano