
JONATHAN GALINDO E IL SUO GIOCO DEL SUICIDIO
A volte dietro una semplice maschera si possono nascondere
demoni che nemmeno immaginiamo: questo è il caso di
Jonathan Galindo.
Alcuni di voi magari non sanno di chi sto parlando,
delle creepypasta che lo riguardano e della questione
nata attorno a questa fantomatica figura, ma tranquilli,
ci arriveremo.
Il 3 luglio scorso un noto video maker ed esperto di trucco
cinematografico, tale Samuel Catnipnik, ha pubblicato
una serie di tweet dove afferma che tra il 2012 e il 2013
aveva pubblicato delle sue foto con indosso una maschera da cane.
Nel 2017 queste sue foto vengono prese e utilizzate per creare
un vero e proprio horror: la creepypasta che lo riguarda racconta
infatti di lui come di un uomo con una morbosa ossessione
verso i bambini. L’uomo tramite un account social adesca bambini
per convincerli a fare giochi sempre più pericolosi, spingendoli
a poco a poco verso il suicidio.
Molti di voi penseranno: “è solo una leggenda, una creepypasta,
nulla di cui preoccuparsi realmente”.
Purtroppo però non è così. Al nome di Jonathan Galindo è stato associato il suicidio di un ragazzino di Napoli di soli 11 anni. La notte dello scorso 30 Settembre infatti il bambino ha lasciato un sms ai suoi genitori prima di compiere l’estremo gesto: “Mamma, papà vi amo. Ora devo seguire l’uomo col cappuccio nero. Non ho più tempo. Perdonatemi”.
Non sappiamo ancora se la tragica morte di quel povero bambino sia effettivamente opera di un folle che tramite un gioco malato lo ha spinto al suicidio. L’unica cosa certa è che il caso Jonathan Galindo è ormai esploso e sempre più persone creano account sui social con il suo nome e la sua faccia: c’è chi lo fa per noia, chi lo fa per trollare un amico…ma siamo realmente sicuri che tra queste miriadi di account non ci sia realmente un uomo che tramite il suo giochetto adesca i bambini per poi portarli al suicidio?
Solo il tempo ci darà risposte…

Illustrazione di Francesco Vallifuoco
Articolo di Raffaele Troiano
